Erasmus in famiglia: quando ospitare un ragazzo francese ti apre una finestra sul mondo
Ci sono esperienze che finiscono quando parte un pullman, ma che in realtà continuano a vivere nei ricordi, nelle amicizie e nelle emozioni che lasciano dietro di sé. È quello che ho vissuto nelle scorse settimane ospitando Natéo, un ragazzo francese arrivato da Lille grazie a un progetto Erasmus che ha coinvolto studenti e famiglie del nostro territorio.
Per chi segue da tempo BeB in Viaggio, sa quanto io creda nel valore del viaggio come strumento di crescita. Eppure, questa volta, il viaggio non l’ho fatto io: è stato il mondo a entrare in casa nostra.
Dallo scambio culturale di ieri all’Erasmus di oggi
Quando ero ragazza si parlava di “gemellaggi”. Ricordo ancora l’emozione di accogliere una studentessa francese nella casa dei miei genitori e, successivamente, partire per la Francia dopo un interminabile viaggio in treno di 18 ore verso Pontarlier, vicino al confine con la Svizzera.
Era un’avventura fatta di scoperte, amicizie e condivisione. C’erano anche le lacrime, certo: quelle della nostalgia e quelle dei saluti finali.
Oggi i tempi sono cambiati, i voli hanno sostituito i lunghi viaggi in treno e i programmi Erasmus hanno ampliato le opportunità per i ragazzi europei. Ma una cosa è rimasta identica: il valore umano di questi incontri.
Ospitare uno studente Erasmus: un’esperienza che coinvolge tutta la famiglia
Dopo aver vissuto un’esperienza simile con mia figlia Kyara e la sua amica spagnola Sara, questa volta è stato il turno di mio figlio Mirko e del suo amico francese Natéo.
Accogliere uno studente straniero non significa semplicemente offrirgli una stanza. Significa condividere la quotidianità, i pasti, le abitudini, le tradizioni e persino i piccoli gesti di ogni giorno. È un vero scambio culturale che coinvolge tutta la famiglia.
E come spesso accade in queste occasioni, anche le famiglie ospitanti si sono messe in gioco ben oltre gli impegni scolastici.
Alla scoperta della Puglia tra mare, trulli e grotte
Durante la permanenza dei ragazzi francesi, non sono mancate le occasioni per far conoscere loro le meraviglie della nostra terra.
Una delle tappe più apprezzate è stata senza dubbio Polignano a Mare, con le sue spettacolari terrazze affacciate sull’Adriatico e quel mare che per molti di loro rappresenta qualcosa di raro. Pensare che alcuni di questi ragazzi, per vedere il mare, devono percorrere oltre un’ora di strada nel nord della Francia, rende ancora più speciale osservare il loro stupore davanti ai panorami pugliesi.
A Polignano hanno anche visitato la celebre statua dedicata a Domenico Modugno, simbolo della città. Un luogo diventato ancora più emozionante durante il concerto conclusivo del sabato mattina, quando studenti francesi ci hanno omaggiato e salutato l’esperienza Erasmus cantando insieme “Nel blu dipinto di blu”, conosciuta in tutto il mondo come “Volare”. Un momento che difficilmente dimenticheranno.
Bari e la magia del Teatro Petruzzelli
Le attività hanno portato i ragazzi anche alla scoperta di Bari, tra il fascino del centro storico e le bellezze del capoluogo pugliese.
Tra le esperienze più significative c’è stata la partecipazione a uno spettacolo presso il Teatro Petruzzelli, uno dei teatri più prestigiosi d’Italia. Per molti di loro è stata un’occasione unica per entrare in contatto con il patrimonio culturale e artistico del nostro territorio.
Le famiglie protagoniste dell’accoglienza
Uno degli aspetti più belli di questo progetto è stato vedere l’impegno delle famiglie ospitanti, che nel loro tempo libero hanno organizzato visite ed escursioni per mostrare il meglio della Puglia e dei territori vicini.
C’è chi ha accompagnato i ragazzi tra i trulli di Alberobello, patrimonio UNESCO capace di affascinare visitatori di ogni età.
Altri hanno scelto di portarli alla Grotta del Trullo, un piccolo gioiello sotterraneo spesso meno conosciuto rispetto ad altre attrazioni della regione.
Qualcun altro, ha visitato le spettacolari Grotte di Castellana, rimanendo incantati dalle formazioni calcaree e dai giochi di luce che rendono unico questo complesso carsico.
E non sono mancati coloro che si sono spinti oltre i confini regionali, accompagnando i ragazzi fino a Matera, permettendo loro di scoprire i celebri Sassi e una delle città più affascinanti d’Europa.
Un pullman che parte e un mondo che resta
Quando sabato mattina il pullman è ripartito per l’aeroporto di Bari per poi volare verso la Francia, non è stato solo un viaggio di ritorno. Con quel pullman sono partiti ragazzi che hanno scoperto nuove città, nuove tradizioni e nuove amicizie.
Ma qualcosa è rimasto anche qui.
Sono rimaste le risate a tavola, le parole scambiate in lingue diverse, le foto scattate davanti al mare di Polignano, le passeggiate tra i trulli e l’entusiasmo di chi ha scoperto una parte d’Italia che forse non conosceva nemmeno.
Ogni esperienza Erasmus conferma una verità semplice ma preziosa: l’Europa non si costruisce soltanto nelle istituzioni, ma nelle case, nelle scuole, nelle famiglie che aprono la porta a un ragazzo arrivato da un altro Paese e lo fanno sentire a casa.
E forse è proprio questo il viaggio più bello.
“Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine: è letale.”
Una frase trovata per caso tra le viuzze di Alberobello, ma che racchiude perfettamente lo spirito di questa esperienza. Perché accogliere, condividere e aprirsi al mondo richiede un piccolo atto di coraggio. E il regalo che si riceve in cambio è molto più grande di quanto si possa immaginare.
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Marilù Labate
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