I bozzetti del Carnevale di Putignano 2027 dal tema “Smascherata! Liberate le maschere!”
I bozzetti del Carnevale di Putignano 2027
Quante volte, parlando con amici o parenti, (almeno, da noi in Puglia si usa tantissimo) abbiamo sentito l’espressione:
“Fai attenzione a quello che è doppia faccia”
Cosa vuol dire doppia faccia? Che si mostra in un modo ma quando poi la maschera cade, ne esce un’altra versione. Sarà vera la prima faccia? La seconda? Dipende dal contesto. Bene. Proprio questo è il tema del Carnevale di Putignano 2027, giunto alla sua 633ª edizione e dedicato a un tema che, mai come questa volta, sembra parlare direttamente a tutti noi:
“Smascherata! Liberate le maschere!”
Per l’edizione 2027 sono stati selezionati sette bozzetti di carri allegorici, realizzati dai maestri cartapestai di Putignano.
Sette progetti diversi, sette modi di interpretare il tema e, soprattutto, sette storie che parlano delle maschere che indossiamo ogni giorno: quella del bravo dipendente, della mamma perfetta, dell’amico sempre felice, della persona che deve apparire sempre all’altezza delle aspettative.
Questa volta, però, il Carnevale non sembra volerci semplicemente mostrare delle maschere.
Vuole farle cadere.
I 7 bozzetti del Carnevale di Putignano 2027
I carri allegorici che sfileranno durante il Carnevale di Putignano 2027 nascono da sette bozzetti selezionati per rappresentare il tema di questa edizione.
Eccoli.
Il Collezionista di Maschere
Associazione: Carta Bianca
Maestro cartapestaio: Francesco Lippolis
Un palcoscenico circolare al centro un uomo con il volto del diavolo tentatore che reggia una maschera angelica dorata. L’illusione di sicurezza che ciascuno vorrebbe mostrare agli altri. Alle sue spalle, una grande libreria custodisce le maschere dei 7 vizi capitali, che non sono pezzi da collezione ma identità da scegliere di volta in volta e la vita come messa in scena continua in cui ogni maschera finisce comunque per tradire e rilevare qualcosa di chi la porta. Il carro raccoglitore di desideri debolezze in cui ognuno può rispecchiarsi e lascia al pubblico una domanda, ciò che crediamo essere il nostro vero volto e autentico è soltanto un’altra maschera?
Anime oscure
Associazione: Carta & Colore
Maestri cartapestai: Vito e Paolo Mastrangelo
Un trono infernale, un demone rosso e un vortice ipnotico di simboli: monete luoghi cuori, like… Che risucchia lentamente verso il basso. “Anime oscure” racconta il lato nascosto di ognuno fatto di segreti, silenzi e cose non dette, l’inferno non é un luogo lontano, è quello che nasce dentro in noi quando cediamo a tentazioni apparenze ed eccessi. Dietro il personaggio che mostriamo agli altri resta il demone interiore che tutti, almeno una volta, abbiamo provato a combattere e che ride di noi. Ma in cima al carro veglia una figura bianca: In fondo al tunnel l’anima che indica la via della purezza, della semplicità e del vero amore.
Dis-illudi-amo-ci
Associazione: Cartaland
Maestro cartapestaio: Marino Guarnieri
Lei è la Fattucchiera, la regina dell’apparenza. Seduta sul trono, con il mantello di tutti i colori dell’inganno, regge un globo dorato in cui ha messo i sogni che ci vende ogni giorno: like, successo, sogni, reality soldi rolex ecc. In alto brillano appese come i lampadari, le maschere ufficiali del politico, dell’influencer, del vip e in basso spente ammucchiate, ai piedi del trono, le nostre da bravo dipendente, la mamma perfetta l’amico sempre felice, le indossiamo tutti i giorni ormai non le vediamo neanche più. Poi la fattucchiera alza le mani, ride e la maschera dorata cade, sotto ce n’è un’altra più cupa, quella della realtà, il globo si spegne e dentro non ci sono più sogni, ci siamo noi veri come le nostre facce, le nostre urla e le nostre paure, è arrivato il momento di smettere di recitare.
Appesi a un filo
Associazione: Carteinregola
Maestro cartapestaio: Deni Bianco
In una società di convenzioni condizionamenti conduciamo spesso una vita diversa da quella che vorremmo, privati della libertà di essere realmente noi stessi. Indossiamo una maschera diversa ad ogni occasione, come in un grande teatrino in cui ogni marionetta ha il suo ruolo e recita una parte siamo costretti a muoverci comandanti da figli di un copione occulto. Sul palco Mangiafuoco è intento a manovrare Arlecchino e Pulcinella, i 2 ad un tratto scorgono Pinocchio l’unica marionetta che riesce a trasformarsi in essere umano, non perfetto ma vivo con i suoi errori ma vico e quel gesto l’ispira. Cominciano insieme una danza liberatoria finché i fili si spezzano le maschere cadono. Etciùùù…un grande starnuto arriva da dietro le quinte, anche Mangiafuoco si è commosso e ha smesso di recitare anche la sua maschera e caduta, possiamo spezzare i fili, toglierci la maschera e provare a ritrovare finalmente noi stessi?
L’ultima Smascherata
Associazione: Conlemani
Maestro cartapestaio: Angelo Loperfido
Le maschere, nella vita sono tante, le indossiamo per comodo per gioco, per necessità in una società che ci vuole tutti uguali. Ma dietro una maschera ce n’è un’altra e un’altra ancora come un gioco di scatole cinesi. Non basterebbe una vita per capire qual è il nostro volto vero o quello degli altri. Il carro propone l’allegoria di una figura antica universale, la morte, con la falce e un grande orologio alle spalle, tra maschere che volano via, l’unica forza davanti alla quale ogni ruolo e ogni appartenenza perde definitivamente consistenza. Il Tristo MIetitore compie l’ultima smascherata, dopo le tante della vita. Nessuna maschera potrà più occultare o svelare perché non ci sarà una continuazione. La morte le rende tutte inutili e proprio per questo libere.
Emerald City
Associazione: Farinella
Maestro cartapestaio: Marino Guarnieri
Una rilettura del Mago di Oz come metafora della società dell’apparenza e del consenso. Nel romanzo di Baum La città di Smeraldo non è verde. Chi entra deve indossare occhiali con lenti verdi. Il verde è negli occhi di chi guarda prima ancora che nelle mura. Da qui nasce una maschera che non copre il volto ma cambia ciò che gli occhi vedono. Al centro del carro alto 3 m e mezzo, il volto del mago che avanza ruota muove gli occhi e apri la bocca, intorno la città di guglie e cupole smeraldine, sopra 4 scimmie, volanti: l’invidioso, il rancoroso, il manipolatore, il vanitoso. Alla base grandi fiori con un occhio al centro: si viene per vedere il carro e ci si accorge di essere guardati. Un sipario rosso si apre e sotto la maschera compare un uomo qualsiasi circondato da specchi. Il sipario si richiude, la pedana ruota, la maschera risale. Il pubblico ha visto come funziona il trucco e continua a guardare la maschera. Perché quando una maschera si libera, non lascia vedere un volto, lascia vedere chi ha scelto di guardarla.
L’Elefante nella stanza
Associazione: L’Isola che non c’è
Maestro cartapestaio: Diego Simone
L’opera allegorica è una critica modello sociale contemporaneo in cui il valore di una persona è strettamente identificato con la sua produttività, efficienza e capacità di raggiungere il successo. Nella società delle performance, del tempo frenetico, della cura minuziosa dell’apparenza è sempre più complesso stare al passo. Spesso rispettare gli standard imposti ci spinge a creare una maschera sempre più perfetta e a curarla come fosse il nostro unico vero volto. Siamo sempre pronti a prendere posizioni su tutto ciò che succede nel mondo esterno, accendiamo dibattiti, manifestiamo il nostro dissenso, esprimiamo opinioni senza renderci conto che stiamo trascurando il più scomodo dei grattacapi: Noi stessi. Il vero elefante nella stanza che tutti ignoriamo pur vedendolo è il conflitto ancestrale tra la nostra vera identità e il sacrificio della stessa, pur di sentirsi parte di un gruppo. Ma in una società in cui siamo costantemente online, c’è ancora spazio per le sfumature che colorano la nostra goffa è imperfetta personalità? Il carro è quindi un invito a smascherarsi dai sociali della vita quotidiana e a recuperare la nostra vera identità. Prima che si riduca ad un volto amorfo, svuotato della sua essenza.
Domande frequenti sui bozzetti del Carnevale di Putignano 2027
Qual è il tema del Carnevale di Putignano 2027?
Il tema della 633ª edizione è “Smascherata! Liberate le maschere!”, dedicato alle maschere che indossiamo nella vita quotidiana e alla possibilità di liberarsene.
Quanti sono i carri allegorici del Carnevale di Putignano 2027?
Sono sette i bozzetti selezionati per i carri allegorici dell’edizione 2027.
Quali sono i carri del Carnevale di Putignano 2027?
I sette carri sono Il Collezionista di Maschere, Anime oscure, Dis-illudi-amo-ci, Appesi a un filo, L’ultima Smascherata, Emerald City e L’Elefante nella stanza.
Chi sono i maestri cartapestai dei carri del 2027?
I sette progetti sono firmati da Francesco Lippolis, Vito e Paolo Mastrangelo, Marino Guarnieri, Deni Bianco, Angelo Loperfido e Diego Simone, attraverso le diverse associazioni di cartapestai di Putignano.
Cosa rappresentano i carri del Carnevale di Putignano 2027?
I carri interpretano il tema “Smascherata! Liberate le maschere!” attraverso personaggi e situazioni che richiamano le maschere sociali che ciascuno può indossare nella vita quotidiana.
Quando si svolge il Carnevale di Putignano 2027?
Le sfilate sono previste il 24 e 31 gennaio e il 7 e 9 febbraio 2027.
E se venite a Putignano per il Carnevale…
Se state pensando di venire a vedere dal vivo i carri del Carnevale di Putignano 2027, organizzare il soggiorno a Putignano significa poter vivere il Carnevale proprio nel luogo in cui nasce.
E dopo aver visto i bozzetti su una tavola, potrete finalmente vederli trasformati in cartapesta, con tutta la loro imponenza, i colori e i dettagli che sul disegno si possono soltanto immaginare.
Io sono qui, a Putignano, e durante il Carnevale mi piace soprattutto aiutare chi arriva da fuori a capire come vivere la festa senza perdersi anche tutto quello che succede intorno alle sfilate.
Perché il Carnevale non è soltanto il giorno della sfilata.
È quello che succede in città prima, durante e dopo.
E forse è proprio questo il bello di venire a Putignano: non limitarsi a guardare il Carnevale, ma trovarsi dentro il Carnevale.
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(soggiorno richiesto minimo 3 notti)
Marilù Labate
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